Il Parco della Lessinia possiede un patrimonio faunistico estremamente vario ed interessante. Sui rilievi e nelle valli dell'altopiano la maggior parte delle specie tipicamente alpine sono ben rappresentate e alcune di queste raggiungono i limiti più meridionali dei loro areali italiani di distribuzione.

Fauna selvatica

Il Parco della Lessinia possiede un patrimonio faunistico estremamente vario ed interessante. Sui rilievi e nelle valli dell'altopiano la maggior parte delle specie tipicamente alpine sono ben rappresentate e alcune di queste raggiungono i limiti più meridionali dei loro areali italiani di distribuzione. Negli ultimi decenni, anche grazie all'istituzione dell’Area Protetta, molte specie hanno avuto rilevanti incrementi numerici e considerevoli espansioni territoriali. La rilevanza naturalistica dell’area è confermata dalla presenza di tre siti della rete ecologica europea “Natura 2000”: SIC “Monti Lessini Cascate di Molina”, SIC “Monti Lessini Ponte di Veja e Vajo della Marciora” e SIC “Monti Lessini – Pasubio – Piccole Dolomiti Vicentine”, quest’ultimi due individuati anche come ZPS.

Le aree più interessanti sotto il profilo faunistico sono senz'altro la Foresta di Giazza, l'Alto Vajo dell'Anguilla e i Folignani, il Corno d'Aquilio e i ripidi versanti boscati sovrastanti la Val d'Adige. La fauna che l'escursionista più attento potrà osservare in queste zone è rappresentata da vertebrati, in particolare da alcuni mammiferi di grossa mole, e soprattutto dai molti uccelli che nidificano nel periodo primaverile o che transitano numerosi durante le migrazioni.

Nelle zone rocciose, al limite superiore della vegetazione arborea, è possibile avvistare il Camoscio alpino. La specie, proveniente dal confinante territorio trentino, si è stabilmente insediata a partire dai primi anni ’90 e conta attualmente una popolazione di oltre trecento esemplari. Il Capriolo frequenta invece le aree boscate inframezzate da radure e da zone ricche di vegetazione arbustiva.  Il Cervo, molto elusivo nonostante l’imponente mole, occupa prevalentemente i pendii boscati sovrastanti la Val d’Adige e l’area della Foresta dei Folignani. Il Cinghiale, specie non autoctona, incautamente rilasciata in passato a scopi venatori, trova rifugio nelle forre presenti in Val d’Adige e nei Vaj più selvaggi.

Di eccezionale interesse scientifico è la recente colonizzazione da parte del Lupo, con lo straordinario evento della formazione di una coppia tra una femmina di lupo italico e un maschio appartenente alla popolazione dinarico-balcanica. Da qualche anno sempre più frequenti le segnalazioni di Orso bruno. Trattasi di soggetti in dispersione provenienti dalla vicina popolazione trentina, implementata tra il 1999 e il 2002 con la reintroduzione di dieci esemplari di provenienza slovena, grazie al progetto europeo “Life Ursus” finalizzato a scongiurare la scomparsa definitiva della specie dalle Alpi centrali. Di grande rilievo anche la consolidata presenza dell’Istrice, un inconfondibile roditore di origini nordafricane rivestito di lunghi aculei bianconeri che frequenta i boschi di latifoglie situati alle quote meno elevate. 

La Marmotta, reintrodotta a metà degli anni ’90, è presente con un consistente numero di esemplari facilmente avvistabili da aprile ad ottobre nelle praterie alpine e tra i massi affioranti degli alti pascoli. Nei boschi misti di latifoglie e conifere si può vedere l'agile Scoiattolo mentre si sposta veloce da un ramo all'altro alla ricerca di cibo. Molte altre specie di mammiferi, pur essendo abbastanza comuni, per le loro piccole dimensioni e per le abitudini quasi esclusivamente notturne, passano facilmente inosservate; fra queste sono da ricordare la Donnola, la Faina, la Martora, il Tasso, la Volpe, la Lepre comune e numerosi micromammiferi (Riccio, Talpa, varie specie di Toporagni, Crocidure, GliridiArvicole, Topi, Topolini e Ratti). Diverse specie di Pipistrelli dimorano o trovano sicuro rifugio nelle innumerevoli grotte e cavità di origine carsica; alcune di queste ospitano consistenti colonie riproduttive e sono ritenute tra i siti più importanti a livello regionale. Gli uccelli sono certamente i vertebrati che più facilmente si possono incontrare durante un' escursione nel Parco, sia per il gran numero di soggetti che talvolta è possibile osservare, sia per il canto caratteristico di varie specie. 

Tra i galliformi di montagna è possibile udire in primavera l’inconfondibile canto del Fagiano di monte, presente soprattutto nel settore orientale del Parco; rari e localizzati il piccolo ed elusivo Francolino di monte,il possente Gallo cedrone e la Coturnice.
Tra i rapaci diurni l'incontro più emozionante è senz'altro quello con l'Aquila reale; una coppia è stanziale e ha scelto quale area di nidificazione la Foresta di Giazza. Nel periodo estivo è avvistabile il Biancone, un grande rapace appartenente alla famiglia delle aquile specializzato nella predazione di rettili.
 Il Pellegrino, un possente falcone con ali lunghe e appuntite, è presente con un cospicuo numero di coppie che si riproducono sulle ripide pareti rocciose delle principali incisioni vallive. Sulle praterie d'alta quota è piuttosto facile avvistare il Gheppio mentre, immobile nell'aria con le ali inarcate battute velocemente e la coda aperta a ventaglio, scruta il terreno alla ricerca d'insetti e piccoli roditori. Nel periodo primaverile ed estivo è possibile osservare il Nibbio bruno sorvolare con colpi d'ala lenti e cadenzati le aree boscate della Val d'Adige e le praterie alpine; più diffusi invece lo Sparviere e la Poiana, meno frequente e localizzato l'Astore.
Negli ultimi giorni di agosto e nei primi di settembre numerosi Falchi pecchiaioli sorvolano l'area durante la migrazione dai quartieri di nidificazione a quelli di svernamento.
Tra i rapaci notturni di rilievo sono le presenze di Gufo reale, Civetta capogrossoCivetta nana e Assiolo; più comuni e diffusi il Gufo comune, l'Allocco e la Civetta comune. Presente, ma molto raro, il Re di quaglie, un rallide migratore tra le specie più tutelate a livello europeo. Tra i picidi degne di nota le recenti osservazioni del raro Picchio cenerino; localizzato nei boschi misti più maturi di faggio e abete bianco il Picchio nero; più frequente e diffuso è invece il più piccolo e colorato Picchio rosso maggiore, osservabile anche alle quote meno elevate, insieme al Picchio verde e al Torcicollo

Tra i corvidi facilmente osservabili nelle zone più aperte vi sono il confidente Gracchio alpino, il possente Corvo imperiale, la comune Cornacchia grigia e, all'interno dei boschi, la chiassosa Ghiandaia e la meno diffusa Nocciolaia. Le praterie alpine con rocce affioranti ospitano il Codirossone. Alle quote più elevate, sopra gli alti pascoli e nelle vicinanze di ripide pareti rocciose, in estate si possono osservare con facilità le acrobatiche evoluzioni del Rondone, del Rondone alpino, della Rondine montana, del Balestruccio e, con un po' di fortuna, del raro Picchio muraiolo. Lungo i torrenti Fraselle e Chiampo e nel Progno di Breonio nidificano il poco comune Merlo acquaiolo e l'elegante Ballerina gialla.
Nel periodo invernale gli alti pascoli sono frequentati da Sordone e Fringuello alpino, provenienti dai vicini massicci del Carega e Baldo. Per l’intera catena alpina noto solamente in Lessinia lo svernamento dello Zigolo delle nevi, un piccolo passeriforme artico particolarmente raro in Italia, che ogni anno attira, nell’oramai celebre hotspot di Bocca di Selva, numerosissimi birdwatcher e fotonaturalisti provenienti anche da molto lontano. Moltissimi sono ancora gli uccelli che si possono avvistare nel Parco, fra i più frequenti: Colombaccio, Cuculo, Allodola,Rondine, Prispolone, Ballerina biancaScricciolo, Pettirosso, CulbiancoCodirosso spazzacaminoMerloTordo bottaccio, Tordela, Merlo dal collareCapinera, Luì piccolo, Regolo, Cincia mora, Cincia alpestre, Cinciallegra, Cinciarella, Cincia dal ciuffo, Rampichino alpestre, Averla piccola, StornoPassera d’Italia, Passera mattugia, FringuelloCardellinoCiuffolottoFanello, Zigolo giallo, Strillozzo e molti altri.


Nelle fresche acque dei torrenti Fraselle e Chiampo e nel Progno di Breonio è presente la Trota fario. Tra gli anfibi, negli ambienti più freschi e umidi, frequenti sono la Salamandra pezzata, il Tritone alpestre, il Rospo comune e la Rana temporaria. Tra i rettili, nelle aree più aride e sassose, le specie più frequenti solo la Lucertola muraiola, il Ramarro, il Biacco, il Colubro liscio, il Marasso e la Vipera comune; l’Orbettino e la Biscia dal collare prediligono invece i luoghi freschi e umidi. Ricco e vario è infine il gruppo degli invertebrati con numerose specie di grande interesse scientifico soprattutto tra la fauna troglobia e gli artropodi. Meritevole di citazione l’Italaphaenops dimaioi, un coleottero cavernicolo endemico che con i suoi 15 mm di lunghezza è considerato il più grande del mondo.

(Archivio Parco Naturale Regionale della Lessinia)

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